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GIAN LUIGI CASALGRANDI
MISTERI, LEGGENDE E CURIOSITÀ DI MODENA E DEL SUO TERRITORIO Nuovo

Modena e il suo territorio preservano " Un mod ed viver” lontano nel tempo, ancestrale, ma che unisce ancora, per lo meno livello inconscio, uomini e donne di questo lembo di terra emiliana. Una sorta di realtà impalpabile, ma viva, con i propri misteri, leggende, superstizioni e riti propiziatori.

Impressionanti, i reperti di Mutina romana, con le ricche sepolture monumentali riportate in luce, o i marmi delle ricche domus riutilizzati per edificare Modena medievale. Il Duomo romanico con i simboli esoterici e le spoglie del protettore San Geminiano, la svettante Ghirlandina e la Secchia Rapita. Piazza Mazzini con la Sinagoga e la sua cultura ebraica, l’alchimia e la cabala. I discussi Templari, le eresie attraverso le storie del Tribunale dell’Inquisizione. I canali sotterranei con le soprastanti antiche dimore e l’imponente Palazzo Ducale. E poi: ossa di Drago, mummie, fantasmi, passaggi segreti, favolosi tesori nascosti, ponti del diavolo e ampolle col sangue di Cristo. Un mondo fantastico, a volte spettrale, che dai caleidoscopici paesi di pianura, si sposta fin sulle montagne, dove alcuni luoghi prendono il nome da avvenimenti fantastici o da strani fatti realmente accaduti. 

Credenze popolari che continuano ad aleggiare in queste contrade, grazie anche alla civiltà contadina che ha conservato più a lungo diverse cerimonie magico – religiose, oltre cure palliative e l’uso delle erbe. Sempre gli stessi, con qualche variante, gli ingredienti utilizzati dai guaritori: semplici cose, che usate in modo particolare all’interno dei vari riti, acquistano un valore terapeutico, particolare e fascinoso.

Un universo nel quale la fantasia si esprime nelle forme e nei modi più creativi ed impensati, è costituito dalle cosiddette superstizioni: fatture, malocchi, amuleti, sortilegi, malefici, filtri d’amore o di morte, incantesimi, esorcismi, presagi e divinazioni; sogni, astrologia, santi e reliquie, usi magici del corpo umano e delle sue parti. Nella pratica delle fatture e dei malocchi, come anche nella guarigione di particolari malattie, non mancano recitazioni di formule, versetti in rima, giaculatorie e cantilene varie, ove la parola celebra i suoi trionfi. Tra le "presenze spettrali” più inquietanti, ancora ben presenti nell’immaginario collettivo, vi sono i fantasmi.  Spesso chi credeva in loro, era convinto che l’anima di una persona defunta potesse in qualche modo riuscire a manifestarsi nel mondo terreno, per chiedere aiuto o portare a termine qualcosa che il defunto non aveva finito.

Una serie di credenze molto antiche, appartenenti al patrimonio culturale della variegata popolazione modenese, frutto di una tradizione orale e che nella narrazione, mescola il reale al meraviglioso.
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Pagine 160
ISBN 978-88-7549-861-0
€ 15,00

 

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